tel: +39 339 2347165

publicazioni

divisare.com

architettura-italiana.com



Credits Design

Robert Djergo Structures Angelo Rago Render Robert Djergo Ligthing Valentina Ribeca per Obor srl

General contractors

Rediw design di Wider Jaroslaw / Garcés Restauri di Edwina Garcés Martinez / Brancalab di Andrea e Stefano Branca


 
Il ‘riuso’ di un edificio storico per un’attività che richiede una forte presenza tecnologica ed impiantistica con implicazione sanitarie, climatiche ed acustiche ha comportato un’attenta riflessione ed al tempo stesso una cura particolare per preservarne l’aspetto storico che e’ il reale valore dell’immobile. L’intervento di restauro dei soffitti lignei vista la preziosità dell’apparato decorativo ed il discreto stato di conservazione dei materiali originari è stato di tipo conservativo, così da esaltare la varietà stilistica delle opere sottoposte a restauro accrescendone al tempo stesso il valore di testimonianza storica.
 

Alle operazioni di consolidamento delle superfici degradate, di pulitura e asportazione dei depositi superficiali, e’ seguito il consolidamento, la sigillatura e la stuccatura della pellicola pittorica per poi procedere con le reintegrazioni cromatiche e la ricostruzione di porzioni dipinte lì dove ritenute indispensabili alla percezione del motivo decorativo. I prodotti impiegati hanno permesso di bloccare la naturale degenerazione dei materiali costitutivi, in modo da ristabilire l’originario equilibrio tra le tecniche pittoriche e il loro supporto; il restauro ha dunque avuto l’obiettivo di ristabilire l’unità stilistica dell’opera, limitandosi a ricostituire ciò che l’incuria ma non il trascorrere del tempo aveva rimosso.

 

Durante l’esecuzione dei lavori e’ venuto alla luce un apparato decorativo nelle stanze che appartenevano all’ala più antica dell’edificio; la decorazione e’ stata restaurata e, laddove lacunosa o perduta, reintegrata. L’intervento di restauro eseguito ha portato al recupero delle porzioni originali di decorazione nascosta da stratificazioni soprammesse. L’integrazione pittorica delle lacune è stata realizzata con tinte ai silicati, limitandosi ad un abbassamento di tono, in modo da restituire unitarietà alla vibrazione cromatica e continuità al tessuto pittorico originale. L’intervento di restauro ha riguardato anche le porte lignee preesistenti dove, recuperato il disegno e la struttura originaria, si è operato un raccordo cromatico delle specchiature ed è stata riproposta la doratura in foglia d’oro delle modanature.


La zona reception - definita da spazi multipli in cui si svolgono sia funzioni amministrative che colloqui riservati con i pazienti è il cuore dello studio, area nevralgica tra la zona extra-clinica di ingresso-attesa e quella clinica delle sale operative. L'inserimento di pareti vetrate per modulare gli ambienti ha consentito di mantenere la loro ampiezza e luminosità, preservando la memoria delle proporzioni storiche e dell'apparato decorativo dei soffitti. Alla divisione funzionale degli ambienti corrisponde un uso diverso dei materiali; la quercia del parquet con disegno Versailles, l’ottone brunito, la seta delle tende, nella zona operativa diventano marmo, acciaio scotch-brite, cristallo extrachiaro e madras, corian nella zona clinica.


Le pitture utilizzate nell’area clinica e non, sono tinte ecologiche ai silicati di alta qualità prive di solventi o sostanze nocive alla salute, con resistenza allo sfregamento e con caratteristiche fotocatalitiche di riduzione delle sostanze inquinanti e abbattimento degli odori sgradevoli. Per le pavimentazioni ed i rivestimenti e’ stato utilizzato il botticino classico, marmo pregiato caratterizzato da venature dorate su un fondo color crema, preferito per la sua estrema compattezza e resistenza all'usura. Il trattamento a calce delle pareti mantiene gli stessi toni cromatici così da caratterizzare in maniera uniforme l’involucro nella sequenza pavimentazione-pareti; uno zoccolo perimetrale incassato nelle murature segna il passaggio orizzontale-verticale, occultando ove presenti le scatole di derivazione.


Il legno di rovere caratterizza le armadiature, le boiserie, le porte e gli arredi fissi sia della zona clinica che di quella extra clinica; materiale nobile e naturale, garantisce facilità nella manutenzione quotidiana. Il rovere è una qualità di quercia molto dura di colore bruno giallastro con venatura caratteristica, ricco di tannino e per questo meno attaccabile dagli agenti atmosferici. L’ottone riveste i telai vetrati e il bancone reception; il materiale e’ stato scelto per il suo valore estetico che unisce tradizione e innovazione, conserva una finitura quasi antichizzata, una variazione tonale che non è il risultato di una colorazione ma di un processo chimico naturale di autoprotezione. Le vetrate di partizione conservano tutte le medesime proporzioni, ma all’ottone della zona extra-clinica si sostituisce l’acciaio scotch-brite della zona clinica, riflesso della volontà di differenziare, pur nella continuità del segno, le diverse funzioni.

 
L’acciaio scotch-brite è un acciaio inossidabile resistente alla corrosione con una finitura satinata che grazie all’opacità uniforme dona ai telai un aspetto prettamente tecnico, pulito e pulibile. Al centro della zona clinica una parete di cristallo a tutta altezza racchiude l’ambiente della sterilizzazione lasciata volutamente a vista così da avere una visione partecipe delle attente procedure che garantiscono la massima igiene per la sicurezza e il benessere dei pazienti e del personale.
 

Nell’intento di valorizzare lo spazio originario, le pareti divisorie che definiscono i diversi ambiti di lavoro sono staccate percettivamente dai soffitti superiori, ne lasciano intravedere la loro continuità, attraverso l’utilizzo di grandi vetrate in cristallo extrachiaro incorniciate da infissi in metallo su disegno, mentre la loro porzione inferiore diventa un volume pieno al fine di preservare la privacy ed inglobare gli elementi a supporto delle poltrone dei riuniti: il microscopio, la lampada scialitica, il radiografico e il monitor per la proiezione delle lastre.

 

L’intervento si è articolato sul controllo delle dimensioni e lo studio delle proporzioni degli inserimenti, sulla contrapposizione dei materiali e sulla successione di elementi trasparenti ed elementi opachi. I nuovi elementi architettonici che si inseriscono nell’involucro, sono improntati all’idea della distinzione e dell’accostamento, la contemporaneità esplicita dell’intervento sta nella opposizione tra la irregolarità della presistenza e la precisione geometrica degli oggetti progettati Il progetto degli impianti segue i principi dell’impiantistica integrata e del risparmio energetico; è stata prevista una gestione coordinata e computerizzata degli impianti tecnologici, delle reti informatiche e di comunicazione, allo scopo di migliorare flessibilità di gestione, sicurezza, comfort e controllo dei consumi all'interno dello studio. Spegnimento automatico delle luci negli ambienti in assenza di persone, regolazione della luce in funzione del contributo della luce naturale, gestione del riscaldamento e/o della climatizzazione in base alla presenza, blocco del riscaldamento o condizionamento nel caso di finestre aperte, termoregolazione suddivisa a zone, controllo delle veneziane con regolazione delle lamelle, sono alcune delle principali funzioni programmate e programmabili.


Il controllo intelligente si estende a tutti quei componenti che l’utente non vede e non gestisce direttamente, ma che ci sono e consumano: pompe, sistemi di ventilazione e altri apparati che solitamente funzionano più del dovuto, mentre con l’automazione si azionano solo se e quando serve.Tale controllo consente di risparmiare in media un 30% dell'energia elettrica utilizzata per l'illuminazione in funzione della stagione e delle condizioni meteorologiche. Il progetto illuminotecnico ha puntato da un lato a sottolineare i valori e contenuti storico-architettonici e dall’altro a rispondere efficacemente alla necessità di realizzare un’illuminazione modulabile e funzionale per le necessità di utilizzo, progetto in cui la flessibilità e dinamicità degli spazi e la personalizzazione degli stessi sono importanti esattamente quanto lo è la quantità di luce necessaria; da questo la gestione di scenari luminosi, ovvero la regolazione e il controllo costante del livello di luminosità attraverso la rilevazione della presenza.

 
La configurazione mirata e misurata della luce naturale e artificiale è in grado di aggiungere al progetto un ulteriore elemento di fusione tra forme e differenti funzioni.
Particolare cura e’ stata posta all’illuminazione artificiale quasi sempre indiretta, micro led integrati nei cassettoni offrono una illuminazione efficace nella quale la fonte di luce risulta non immediatamente percepibile e sistemi lineari dimmerabili installati nelle gole dei controsoffitti o incassati nelle armadiature divisorie forniscono un illuminazione otticamente non invasiva e contribuiscono alla definizione di uno spazio architettonico accogliente e distensivo per pazienti e personale.
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Credits Design

Robert Djergo Structures Angelo Rago Render Robert Djergo Ligthing Valentina Ribeca per Obor srl

General contractors

Rediw design di Wider Jaroslaw / Garcés Restauri di Edwina Garcés Martinez / Brancalab di Andrea e Stefano Branca

webmaster: keraj copyright 1997 Rediw z.o.o / rediw & design srls JW / M.AW